Quando inviamo un messaggio, guardiamo una serie TV in streaming o utilizziamo l’intelligenza artificiale, compiamo gesti che sembrano totalmente immateriali. In realtà, ogni singola azione digitale poggia su gigantesche infrastrutture fisiche: i Data Center.

Oggi queste strutture sono al centro di una vera e propria rivoluzione industriale e tecnologica. Ma cosa sono i Data Center esattamente, qual è la situazione nel nostro Paese e perché il loro sviluppo è strettamente legato al settore energetico e della sostenibilità?

Data Center: cosa sono e come funzionano

Per capire il fenomeno, partiamo dalle basi: cosa sono i Data Center? Conosciuti anche come centri elaborazione dati (CED), si tratta di interi edifici — o complessi di infrastrutture — progettati per ospitare migliaia di server, sistemi di archiviazione dati (storage) e apparecchiature di rete.

Possiamo immaginarli come il “cervello” e la “memoria” della rete internet globale. Per garantire un funzionamento continuo (24 ore su 24, 7 giorni su 7), ogni Data Center necessita di due requisiti fondamentali:

  • Connettività ultra-veloce: garantita da dorsali in fibra ottica per scambiare dati in tempo reale.
  • Alimentazione elettrica costante: necessaria sia per far funzionare i computer, sia per alimentare i complessi impianti di raffreddamento che evitano il surriscaldamento dei server.

Quanti Data Center ci sono in Italia oggi?

L’Italia sta scalando rapidamente le classifiche europee, diventando uno dei mercati più attrattivi del continente per i grandi investitori tecnologici. Attualmente, si contano circa 209 Data Center attivi in Italia. La mappa della loro distribuzione geografica non è casuale. Milano e hinterland: l’area metropolitana milanese concentra la stragrande maggioranza della potenza installata, grazie alla vicinanza con i principali nodi di rete europei e alla presenza del MIX (Milan Internet eXchange). Roma e Torino: rappresentano i due hub secondari in forte crescita, strategici per la pubblica amministrazione e le grandi imprese centralizzate.

Il boom in arrivo: quanti Data Center verranno costruiti a breve?

La transizione digitale, il passaggio delle aziende verso il Cloud e la diffusione di massa dell’Intelligenza Artificiale stanno richiedendo una capacità di calcolo senza precedenti. Di conseguenza, l’infrastruttura italiana è destinata a raddoppiare. Secondo i dati dell‘Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, le previsioni per il prossimo futuro delineano una crescita verticale. E’ prevista la costruzione di 83 nuovi Data Center per il triennio 2026-2028, per un investimento che ammonta a 25 miliardi di euro. Una cifra record che supererà l’onda di investimenti già registrata negli anni passati, posizionando l’Italia come hub strategico per il Sud Europa e il Mediterraneo. I principali protagonisti di questo boom sono i cosiddetti Hyperscaler, ovvero i colossi globali del web (come Microsoft, Google e AWS) che necessitano di macro-strutture per erogare i propri servizi cloud.

Il nodo cruciale: transizione digitale ed efficienza energetica

Dal punto di vista del mercato dell’energia, l’espansione dei Data Center rappresenta una sfida di prim’ordine. Parliamo di infrastrutture ad altissima intensità energetica, che richiedono allacciamenti diretti alla rete elettrica ad alta tensione. Tuttavia, i nuovi progetti si muovono verso una logica di sostenibilità ed efficienza energetica:

1. Alimentazione da Fonti Rinnovabili

I grandi operatori si vincolano a contratti di fornitura a lungo termine (PPA – Power Purchase Agreement) legati esclusivamente a impianti eolici o fotovoltaici, stimolando la produzione di energia pulita nel Paese.

2. Riduzione del PUE (Power Usage Effectiveness)

Il PUE è l’indicatore che misura l’efficienza energetica di un Data Center. Le strutture di nuova generazione puntano a un valore vicino a 1, il che significa che quasi tutta l’energia assorbita viene usata per il calcolo e pochissima viene sprecata per i sistemi ausiliari, grazie a sistemi di raffreddamento a liquido o a circuito chiuso.

3. Economia Circolare e Teleriscaldamento

I progetti più innovativi prevedono il recupero del calore termico prodotto dai server in funzione. Questo calore residuo può essere reimmesso nelle reti di teleriscaldamento cittadino, riscaldando in modo sostenibile gli edifici residenziali e gli uffici situati nelle vicinanze.

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