Una gestione appunto ‘smart’ ed efficiente per la distribuzione di energia elettrica minimizzando sovraccarichi o variazioni di tensione elettrica. L’utilizzo della Smart Grid diventa fondamentale nel processo di transizione energetica e quando l’approvvigionamento viene ottenuto attraverso fonti rinnovabili. Quest’ultime non sono programmabili ed è quindi necessario avere un sistema distributivo intelligente in grado di gestire eventuali surplus di energia redistribuendoli in aree in cui possono esserci deficit o gestendo sistemi di accumulo.
La rete di energia elettrica dal XX secolo distribuisce l’energia da pochi generatori a un gran numero di utenti. La smart grid consente di distribuirla da più nodi. Un progetto ambizioso ma che si sta col tempo raggiungendo. Una sorta di rete decentralizzata, più capillare che possa sfruttare gli impianti di produzione green che sono ovviamente più diffusi rispetto alle grandi centrali elettriche.
Così facendo chi ha nella propria abitazione una sovraproduzione di energia grazie ai pannelli solari o fotovoltaici, potrà cederla attraverso la rete elettrica nazionale. L’energia infatti viene distribuita in più direzioni e non in un unico processo distributore-fornitore-utente. Le smart grid però non si sostituiscono a quelle attuali, ma sono un nuovo modo di utilizzare le reti attualmente presenti, ma potenziandole e rinnovandole.
“Con il diffondersi di numerosi impianti di generazione a fonte rinnovabile non programmabile, di piccola taglia e dislocati lungo la rete di distribuzione (generazione distribuita), ai sistemi elettrici viene richiesto di funzionare come sistemi bidirezionali, riuscendo ad accogliere la produzione elettrica proveniente da molteplici nodi di generazione, generalmente non programmabili a priori, ovvero non coordinabili centralmente dal gestore di rete di distribuzione”, scrive Enea sul proprio sito. Da qui la necessità di creare un sistema bidirezionale e smart, interventi che sono ancora più urgenti se si considera che “l’obiettivo di crescita delle rinnovabili introdotto dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima con le fonti rinnovabili che, al 2030, dovranno coprire una quota del 30% dei consumi finali lordi di energia rispetto al 18,3% del 2017″.
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